Tutte le culture sono rilevanti perché testimoniano un percorso di elaborazione che appartiene soltanto alla specie umana. Un’esperienza del mondo vissuta attraverso la complessità della mente.
La “cristallizzazione” dei frutti di tale esperienza costituisce quel complesso di significati e significanti attraverso i quali ciascun individuo si identifica con un popolo, un’etnia, un gruppo sociale.
Ciascuno di noi nasce e cresce immerso in questo complesso di segni, simboli, concezioni che costituiscono gli elementi identitari della comunità in cui viviamo.
Tali elementi non rappresentano ciò che è vero, ma ciò che si crede e che può in alcuni casi risultare, per culture diverse, oltre che opinabile, addirittura deprecabile. Le culture possono quindi facilmente essere utilizzate quali elementi divisivi tra popoli, etnie e gruppi sociali per alimentare conflitti e antagonismi di ogni tipo, trasformandosi da elementi identitari in elementi discriminanti ed emarginanti.
Tuttavia nessuno può facilmente sfuggire alla forza di questo substrato mentale perché è quello che ci permette da subito di condividere la nostra esperienza di vita con gli altri, di sentirci parte di una società umana.
Il tipo di elaborazione che determina la nascita di una cultura è antichissimo e nasce, in fase preistorica, con la specie umana.
Diverso è il significato primario della nostra parola Cultura che deriva dal latino Colere, coltivare, e sta ad intendere piuttosto la capacità di educazione della mente alla conoscenza del vero, l’andare oltre ciò che si crede per ricercare la verità.
Un’attività di cui gli umani acquistano consapevolezza molto più tardi, nella Grecia antica, dove la cultura viene intesa come la più alta attività formativa della persona, la Paideia.
L’intellettuale moderno è il diretto discendente di questa tradizione dove la Cultura è una forma di crescita personale nella ricerca della verità, nella conoscenza, non nel senso ristretto della scienza, ma nel senso più ampio di consapevolezza, coscienza del vero.
La Cultura quindi, per essere tale, deve essere aperta a tutte le culture, nemica di qualsiasi forma di discriminazione e di settarismo, ma capace di cercare il vero senza fermarsi di fronte agli steccati costruiti dagli uomini per dividersi.
La Cultura, inoltre, non ha bisogno di costruire alcuna forma di “egemonia culturale”. Quando è autentica ricerca della verità, si pone al di sopra di tutte le altre attività umane e costituisce un patrimonio a disposizione di tutti senza distinzioni e discriminazioni.
Non esistono e non esisteranno mai due o cento Culture, la Cultura è una e va difesa dalle forme di faziosità che appartengono alla sfera politica o sociale. Deve difendere il suo ruolo di più alta attività formativa della persona ed essere elemento di incontro e condivisione tra i popoli della Terra.

Templi cristiani e mussulmani nella città antica di Gerusalemme