Società

L’INTELLIGENZA DELLA VITA, di Luigi Festa

Sappiamo di vivere in un mondo tormentato dai conflitti. Non c’è pace neanche dove non c’è guerra, perché le divergenze sfociano sempre in contrapposizioni che danno luogo allo scontro.

Il riconoscimento di determinati valori e regole costituisce l’identità di ciascun gruppo sociale e tale identità è uno steccato dentro cui ciascun singolo si colloca per difendersi da ciò che non riconosce e per esimersi dal dovere di porsi nelle condizioni richieste per fare un’esperienza autentica delle cose.

In una celebre serie di romanzi italiani del dopoguerra i protagonisti sono due antagonisti inconciliabili: un parroco e un sindaco comunista. Divisi su tutto, entrambi rappresentano il proprio popolo. Tuttavia li unisce, anche se sembrano sempre dimenticarlo, l’appartenenza allo stesso paese e alla fine, è sempre il bene comune che trionfa. Ciò che è ben fatto per il paese è ben fatto per tutti.

Questa semplice, ma grande lezione di Guareschi, ci porta a considerare il valore relazionale delle contrapposizioni e la duplice possibilità di lettura delle opposizioni: separatezza e isolamento, oppure, relazione e condivisione.

Agli albori della civiltà occidentale, nella Grecia antica, la promozione dell’amicizia tra coloro che fanno bene è uno dei valori fondativi della città-stato. Anche oggi, in continuità con questo pensiero, soltanto imparando a vedere la ricchezza e la complessità delle relazioni tra le cose e lavorando alla loro connessione, si può costruire il benessere autentico della società.

Anche la natura che oggi ci appare costantemente offesa dagli effetti di una arrogante pretesa di civilizzazione, è davanti ai nostri occhi come un infinito dispiegarsi di opposizioni e relazioni. Davanti allo spettacolo della vita ogni cosa ci appare in tutta la sua particolarità, in ciò che la distingue, ma anche in ciò che l’accomuna alle altre cose. Possiamo così fare esperienza delle relazioni che legano i singoli aspetti del molteplice e porci nella condizione di vedere il continuo mutuo scambio che arriva a legare anche gli opposti.

Le differenze e le caratteristiche di ogni cosa sono la ricchezza della vita che è all’opera per creare infinite connessioni. Nel processo naturale nulla viene perso e anche il più piccolo e apparentemente insignificante alito di vita, porta a compimento il proprio ruolo. A dispetto di tutto ciò che è lì per contrastarlo.

Saper vedere questa grandiosa intelligenza all’opera ci permette di sentire l’appartenenza di ciascuna cosa ad un mondo di relazioni e connessioni continue, dove le differenze non sono ostacoli, ma sono l’alimento stesso della vita.

Tornando a considerare la prospettiva degli umani oggi, in una società oramai globalizzata, più che mai, ciò che è ben fatto per il pianeta è ben fatto per tutti e soltanto questa consapevolezza comune e l’amicizia tra coloro che fanno bene, può far dissolvere i conflitti tra gli stati.

Nell’immagine: particolare da foto di Herbert Bieser da Pixabay

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