Società

LA RAGIONE E L’ODIO, di Luigi Festa

L’odio è il sentimento che ci impedisce di coesistere in pace e costituisce il fondamento di un pregiudizio che non vuole sentire ragioni.

L’odio non si produce a caso, ma è un moto interiore che scaturisce da forti emozioni che abbiamo provato e quanto maggiore è l’intensità di tali emozioni, tanto più è forte il sentimento di odio che proviamo per chi le ha provocate.

E’ una reazione normale negli esseri umani che si fonda su di una reale sofferenza. Per questo si antepone il desiderio di ricambiare il male ricevuto a qualsiasi considerazione frutto dell’intelletto.

Tuttavia l’odio, per essere durevole, deve essere accompagnato e alimentato dal disprezzo per chi lo ha provocato e per tutto ciò che lo rende qualificabile come diverso da noi.

In questo modo il soggetto o i soggetti colpevoli, vengono associati alla loro razza, alla loro religione, al loro credo politico, alla loro nazione e quindi al loro intero popolo. L’odio, associato al disprezzo, diviene quindi una potentissima forma di anti-ragione che anteponendo costantemente dei pregiudizi alla considerazione di ciò che accade, di fatto ci allontana da ogni seppur minima possibilità di comprensione delle cose.

E Innumerevoli sono i cattivi maestri che insegnano alla “scuola dell’odio”: leader politici, governanti, perfino religiosi e intellettuali che alimentano l’odio facendosi portatori delle presunte ragioni del disprezzo. Così tentano di renderci sordi alle ragioni degli altri ed arrivano ad usare il disprezzo come uno strumento per ottenere il consenso. E di fatto lo è, perché disprezzando il diverso da me rinuncio a sentire le sue ragioni e mi allineo alle “ragioni” dettate dall’istituzione.

Oggi il Popolo Ebraico e il Popolo Palestinese sono vittima ed ostaggio dell’odio che per effetto della violenza della guerra in corso, oramai si alimenta da solo. Appare oramai inevitabile e nella logica della guerra che ad ogni azione violenta di una parte corrisponda un altrettanto violenta reazione dell’altra. E qualsiasi reazione, si sa, può trovare la sua giustificazione nelle parole di abili comunicatori. E’ possibile fermare tutto questo e chi potrà farlo?

Chi può avere la forza di comprendere veramente le ragioni dei due popoli ed essere fermo nella consapevolezza della necessità di co-esistere pacificamente?

Soltanto coloro che avranno la forza di contenere il dolore, di liberarsi dell’odio, di non disprezzare il diverso da se e sapranno avere fiducia nel progetto di un futuro migliore che non escluda nessuno. Chi avrà la forza di farsi guidare dalla consapevolezza che tutti gli Umani hanno eguale diritto di vivere su questa Terra e che questo diritto può esercitarsi soltanto attraverso il reciproco rispetto.

Durante il conflitto Russo-Giapponese, Tolstoj scriveva: “La condizione dell’umanità attuale è tanto più deplorevole in quanto nei nostri cuori noi concepiamo la possibilità di un’altra vita, completamente differente, ragionevole e fraterna….”(Guerra e rivoluzione – 1906).

Israele – Comunità mista Palestinese ed Ebraica di Wahat al-SalamNeve Shalom

foto dal sito della Comunità: https://wasns.org/

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