Occorre fare una premessa. In una società organizzata, il veramente civile, è il contributo spassionato ad un miglioramento, al vero bene, che ciascuno può dare secondo le proprie forze.
Spassionato perché una società civile ha ragioni per esistere, soltanto se i rapporti tra coloro che la compongono sono fondati sull’imparzialità e sulla reciproca lealtà.
Alla mancanza di questo principio fondante che rende tollerabile la vita di un individuo in una comunità di altri, non si può sopperire con l’organizzazione dello stato, con il sistema economico o con la ricerca scientifica e tecnologica, per quanto importanti siano.
Il principale male da cui è afflitta la nostra società è forse l’impoverimento delle coscienze, soprattutto in ambito sociale. La difficoltà di produrre comportamenti che arrechino un concreto beneficio alla comunità in cui ci troviamo a vivere.
D’altra parte cosa aspettarsi se è dal dopoguerra che è iniziata l’irresistibile ascesa del consumismo, dei bisogni fatui creati dal sistema produttivo per alimentare sé stesso. Una forma di materialismo volgare che ha permeato con le sue lusinghe la vita di tutti.
Una vicenda così splendidamente rappresentata da Tobino: “Solo chi c’è passato sa come fu il dopoguerra in Italia…….trionfo della materia, il denaro e la carne più dominanti di prima. La nuova lussuria invogliare le masse alla completa servitù.” (Per le antiche scale, 1972).
Oggi, i progressi della tecnologia nello sviluppo dell’automazione e dell’intelligenza artificiale, pongono il problema di un cambiamento del sistema del lavoro che presenta grandi criticità, ma che può essere anche l’opportunità per una rinascita sociale.
La sempre più ristretta necessità di impiego umano, in tutte le mansioni ripetitive e programmabili, apre a nuovi scenari che potrebbero riavvicinarci alla concezione di un’operosità veramente civile, non necessariamente sottomessa alle logiche del sistema industriale.
Se da un lato la ricerca scientifica e tecnologica dovranno continuare ad assicurare i mezzi per lo sviluppo delle società e per la salvaguardia del pianeta, parallelamente dovranno svilupparsi attività dove l’uomo è e resterà insostituibile: tutte le attività di interesse sociale, formazione, ascolto, assistenza, legate alla cura degli umani e alla loro crescita, al prendersi cura degli altri per aiutarli a vivere meglio.
Una società tecnologicamente avanzata dove il progresso non sia asservito allo sviluppo industriale. Dove tutti possano inserirsi, partecipare e trovare uno spazio accogliente, in armonia con l’ambiente naturale.

Robots rimpiazzano i lavoratori in Cina – foto di Cory M. Grenier