Società

PENSARE IN GRANDE, di Luigi Festa

Il pianeta Terra è in grado di rigenerare la vita al suo interno. Questa capacità è il frutto di rapporti interattivi, di sinergie con il Sole, la Luna e altre parti dell’universo.
Tutto questo è automatico e prescinde dall’intervento umano: come gli insetti impollinatori contribuiscono, senza saperlo, all’economia mondiale, allo stesso modo la crescita dell’organismo umano avviene per meccanismi indipendenti dalla coscienza.

Aurora sulla Terra vista dal satellite. Foto: NASA

Questa enorme capacità di produrre ricchezza è intrinsecamente una ricchezza comune che ci è fornita dal vivere sul pianeta Terra. Tuttavia le società umane non sembrano esserne consapevoli e guardano da sempre alla ricchezza come a un bene privato, un’oggetto di conquista da conseguire con qualsiasi mezzo per rivendicarlo poi come proprietà di diritto, possedimento legale protetto da leggi imposte dalla maggioranza dominante.
Questo modo di considerare la vita sul pianeta, pur essendo la causa di guerre ed altre calamità, per millenni non ha prodotto danni irreparabili, in quanto l’abbondanza di risorse consumabili è stata per lungo tempo adeguata alla sopravvivenza della specie.
Ma con lo sviluppo impresso dalla tecnologia alle attività umane questo “nutrimento” naturalmente disponibile ha cominciato ad esaurirsi e per non compromettere la vita sul pianeta, è diventato necessario combattere l’arcaico spirito predatorio e il punto di vista limitato di politici, finanzieri e “specialisti” che perseguono a vario titolo interessi particolaristici.
Per iniziare a pensare in maniera efficace e durevole è necessario pensare in termini di totalità: pensare in grande ed uscire dai ristretti ambiti nazionalistici per quanto vasti e globalistici possano essere.
In assenza di un pensiero sovranazionale che ponga la sinergia tra sistemi alla base delle scelte politiche e consideri il pianeta Terra per quello che è, un mondo di ricchezza comune, non è possibile neanche pensare alla fine del fenomeno più odioso: la guerra.
Nel descrivere la situazione mondiale nel 1969, Buckminster Fuller scriveva: “Paradossalmente oggi, la Nave Spaziale Terra è nella pericolosa situazione in cui i russi sono seduti al comando di uno dei sistemi di controllo di volo, mentre gli americani sono seduti all’altro. I francesi controllano i motori di dritta e i cinesi quelli di babordo, con le Nazioni Unite a gestire il viaggio per i passeggeri” (Operating manual for Spaceship Earth).
Questa guida multipla, quasi sempre non sinergica, è ancora una realtà e di fatto continua ad esporre l’umanità al flagello di guerre, carestie e allo stato di povertà. Per uscire da questo tunnel è indispensabile pianificare mezzi ed obiettivi comuni con la necessaria lungimiranza e nel rispetto delle regole sinergetiche, delle leggi non umane, che governano il pianeta.

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